Sempre più persone si spostano e vivono l'esperienza di trasferirsi, di cambiare città e abitudini. Capita anche di dover cambiare continente e di dover apprendere tutto: lingua, costumi e abitudini. Ecco la storia di un nuovo inizio, scritta in collaborazione tra due compagni di scuola.
IL MIO NUOVO INIZIO
Non è da molto tempo che sono in ITALIA . Appena arrivato, precisamente nell’ Ottobre 2014, iniziai a fare molti giri con mio
padre, a Lecco, Bergamo e molti altri bei paesi per osservare e vedere la
bellezza dell’ITALIA. A fine Gennaio 2015 iniziai la scuola. Avevo molta paura
perché non sapevo l’italiano e fare 5 ore senza capire neanche una parola non
era facile, sembrava quasi che mi scoppiasse la testa perché i compagni e le
prof. senza accorgersi non mi aiutavano dato che parlavano velocemente. Il primo giorno, la professoressa mi mise in banco con
un compagno Burkinabè. Anche se proveniva dal mio stesso continente, non
socializzavo molto neanche con lui.
Tuttavia a mano a mano che i giorni passavano diminuiva la paura, perché mi aiutò un professore che mi insegnò l’italiano, dato che sapeva parlare il francese. Grazie a questo prof. iniziai a capire l’ italiano, è una lingua molto difficile, ma con il giusto impegno si riesce a fare tutto.
Tuttavia a mano a mano che i giorni passavano diminuiva la paura, perché mi aiutò un professore che mi insegnò l’italiano, dato che sapeva parlare il francese. Grazie a questo prof. iniziai a capire l’ italiano, è una lingua molto difficile, ma con il giusto impegno si riesce a fare tutto.
I giorni passavano sempre più in fretta, così
finì il primo anno scolastico.
All’inizio del secondo, con l’arrivo di nuove professoresse facciamo molte verifiche e anche io mi ritrovo a sperimentare nuove emozioni.
Accade sempre così: è il giorno della verifica, arriva la prof. e dice: “Staccate i banchi” e tutti tristemente li staccano. La professoressa comincia a dare le verifiche e tutti hanno paura. Arriva la verifica e mi dimentico tutto quello che ho studiato, a causa della tensione. Dopo 5 minuti il primo esercizio è andato. Arriva il secondo, il più difficile. Allora chiedo al compagno dietro di me come si fa l’esercizio 2; il mio compagno non altruista dice: “Fallo da solo!”
Così inizio a pensare e mi torna in mente quello che ho studiato a casa come preparazione alla verifica. Mancano 2 minuti e finalmente ho finito. Di fretta e furia la consegno alla professoressa.
Dopo qualche giorno arriva la prof. dicendo: “Ho le verifiche”. Inizia a consegnarle fino
a che non cita il mio nome, spaventato vado da lei che mi consegna la
verifica. Con un sorriso mi dice: "Hai preso un brutto voto , sto
scherzando hai preso un bel voto". All’inizio del secondo, con l’arrivo di nuove professoresse facciamo molte verifiche e anche io mi ritrovo a sperimentare nuove emozioni.
Accade sempre così: è il giorno della verifica, arriva la prof. e dice: “Staccate i banchi” e tutti tristemente li staccano. La professoressa comincia a dare le verifiche e tutti hanno paura. Arriva la verifica e mi dimentico tutto quello che ho studiato, a causa della tensione. Dopo 5 minuti il primo esercizio è andato. Arriva il secondo, il più difficile. Allora chiedo al compagno dietro di me come si fa l’esercizio 2; il mio compagno non altruista dice: “Fallo da solo!”
Così inizio a pensare e mi torna in mente quello che ho studiato a casa come preparazione alla verifica. Mancano 2 minuti e finalmente ho finito. Di fretta e furia la consegno alla professoressa.
Mi calmo ed esulto dicendo: “Seeeeeeeeee”.
E penso, andrà tutto sempre meglio.

Bravissimi!!!
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