lunedì 14 marzo 2016

IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE (il film)
Un' alunna di 2B

La storia, tratta dal romanzo dello scrittore irlandese John Boyne,
è una storia triste, tenera e sconvolgente.

TRISTE perchè è ambientata negli anni '40, nel pieno periodo di guerra. Triste perchè si svolge in un campo di concentramento e perchè è un ripetersi di immagini di maltrattamenti da parte dei nazisti nei confronti dei “rinchiusi”.

TENERA, molto tenera perchè due bambini si incontrano e fanno amicizia nonostante le differenze.

Il primo si chiama Bruno e ha 8 anni, è figlio di un ufficiale nazista che gestisce e comanda il campo. Bruno vive in una villa in campagna, molto vicino al campo che lui crede essere una “fattoria”, dove curiosamente i contadini indossano tutti un pigiama a righe.
Un giorno esce di casa furtivamente e per curiosità si avvicina ai capannoni che intravede dalla finestra della sua stanza, al di là della recinzione metallica ricoperta di filo spinato c'è Shmuel, un bambino della stessa età di Bruno.

I due si conoscono, fanno amicizia e si incontrano più volte. Nonostante la rete, gli amici riescono anche a giocare a dama. Una volta Bruno gli porta del cibo perché vede l'amico pallido e magro, in quell'occasione Shmuel gli racconta di quello che succede all'interno del campo ma Bruno non gli crede, non capisce.
Un giorno però, con l'idea di aiutare Shmuel che non trova più il padre, Bruno scava sotto la recinzione ed entra nel campo; per passare inosservato indossa anche lui un pigiama a righe, che l'amico gli ha procurato.

SCONVOLGENTE perché da questo momento la storia giunge rapidamente al termine e non ha un lieto fine... per questo motivo non è un film che rivedrei volentieri.

Mi ha fatto paura l'immagine finale dove l'inquadratura riprende una grande porta di ferro che si chiude con all'interno i due amici; uno spogliatoio con tanti pigiami a righe appesi e il silenzio assoluto ...ma questo è un film.

Quello che inquieta di più non è vedere un film che racconta “una storia” bella o brutta, ma sapere che nel film è raccontata “la storia”; fatti che purtroppo sono realmente accaduti e che hanno coinvolto milioni di persone.
Uomini, donne e bambini travolti dall'orrore della persecuzione.

E' una storia che fa capire non solo la difficoltà di vivere ai tempi della guerra, o quanto sia importante la libertà ma anche che, nonostante le differenze, può nascere una grande amicizia.



                                                                                        

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