giovedì 18 febbraio 2016

Questo bellissimo scritto è stato ideato con la tecnica della libera esplorazione ed è frutto delle riflessioni fatte in classe dopo aver assaggiato il genere del linguaggio poetico. Infatti anche se il testo non è in versi, si notano metafore e similitudini, così come onomatopee; inoltre è condotto giustapponendo le frasi ad imitazione delle poesie di Pascoli che si sviluppano spesso accostando immagini.


Un treno che passa
Un'alunna

Il tempo è un treno che passa e scorre veloce. È un treno che continua la sua strada e che non ha un meta. È un treno che non si ferma mai, porta con sé persone, le perde e ne carica altre.
Io e il tempo non andiamo tanto d’accordo. Io rincorro lui quando ne ho bisogno, ma a volte è lui a rincorrere me.
Io corro, corro per raggiungerlo. Corro con un retino in mano, ma non ce la faccio. Lui è più veloce di me.
E il ticchettio dell’orologio non si ferma mai, è un continuo TIC-TAC.
I minuti passano, i giorni trascorrono, le stagioni cambiano e io mi perdo nel tempo.
Mi perdo nella mia mente; ho tantissime cose da fare, ma il tempo se ne va, non mi aspetta.
Durante la notte è come il vento, invisibile, non si sente, ma c’è e scorre.
Sempre con il mio retino in mano lo rincorro, mi sfiora lievemente e riparte verso il suo viaggio.
Mi addormento e mi sveglio subito. È già mattina.
Non ho avuto nemmeno il tempo di sognare e già mi devo alzare.
Mi devo alzare per un’altra lotta contro il tempo, cercando ogni giorno di vincere la mia epica battaglia.

Ma questa è solo un'illusione perché il tempo è un treno che viaggia, passa, ma non si ferma mai. 

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