Personaggi di fantasia: forse arriva anche Giampierotto!
(sperimentazione sul tema del tempo prendendo spunto da J. Verne)
un alunno II B
un alunno II B
Giampierotto era capace di arrivare sempre in ritardo.
Se si trattasse di un incontro di lavoro, della sua partita settimanale
di golf oppure di un appuntamento dal dentista poco importava perché lui (e
nessuno ha ancora capito come faccia) arrivava sempre: 20, 30, 45, 55 minuti
dopo all'incontro con amici e colleghi.
Egli era un uomo calmo, tranquillo e dai modi garbati e gentili.
Era molto generoso, ma anche TROPPO lento. La sua generosità lo spingeva
ad aiutare chiunque fosse in difficoltà però, quasi come se fosse contagiosa,
la sua lentezza riusciva a far arrivare in ritardo anche chi stava aiutando.
Era alto e snello, aveva capelli biondi che erano sulla via dell'ingrigimento,
data la sua non giovanissima età; aveva palpebre pesanti e assonnate e occhi
sporgenti dallo sguardo vuoto e spento.
I suoi movimenti erano da bradipo e camminava in modo scoordinato, come
se stesse per cadere da un momento all'altro e a tenerlo in piedi erano quei
riflessi che si svegliavano sempre all'ultimo momento (come lui del resto...).
La reattività non era il suo punto forte, soprattutto quando saliva
sulla sua macchina preistorica e si metteva a guidare.
Schiacciatosi
ben bene un cappello con visiera sulla testa, infilava le chiavi e si metteva alla guida. Così iniziava l'avventura:
premeva piano e con dolcezza l'acceleratore e partiva con la velocità di un
ghepardo (che dorme però...). Ad ogni svolta dimostrava una pericolosa prudenza: per
mettere le frecce ci metteva talmente tanto che quando era riuscito a premere
quel pulsante aveva già girato; faceva spazientire o addormentare chiunque gli fosse
dietro. E intanto lui, ignaro del caos attorno, procedeva con la solita gentile terribile lentezza.




