martedì 8 dicembre 2015

Il naufrago
Un racconto d'immaginazione nato lasciandosi guidare da delle suggestioni. Le onde del mare e l'esclusione di ogni suono umano sono il naturale paesaggio sonoro di questo scritto che è delicato e malinconico. Racconta di un viaggio compiuto in compagnia, di un naufragio, di una ricerca solitaria, di un mistero.



Mi risvegliai naufrago su un' isola, ero solo, alle prime luci dell' alba.
Sentivo la sabbia soffice che mi faceva da materasso e la tiepida acqua del mare che mi bagnava i piedi.
Intorno a me c'era solo il mare, calmo e limpido, sul quale si riflettevano i colori dell' alba, e una piccola foresta di alberi: da frutto, altri alberi dalle forme esotiche e piccoli arbusti.
Mi alzai con il calore del sole che mi riscaldava la schiena.
Andai in esplorazione nella foresta per cercare un riparo.Trovai una grotta e decisi che quello sarebbe stato il mio rifugio.
Da quella grotta vedevo il mare, molto più calmo rispetto a quello del giorno precedente.
Mentre ero lì pensavo a tutti i miei compagni marinai, probabilmente morti a causa della burrasca della notte scorsa.
Avevo fame, non mangiavo da tre giorni, andai a cercare della frutta, e mentre ispezionavo l'isola in cerca di cibo, sentii un profumo di noci di cocco che mi attiravano, ma non ebbi il coraggio di mangiarle, nel rispetto dei miei compagni.
Tornai alla grotta ormai inondata di luce.
Ero stremato, le gambe mi tremavano e cominciai a vedere i miei compagni intorno a me che mi parlavano.

Caddi a terra sfinito e poi ricordo solo il buio della notte. 

Un alunno di II B

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