Il naufrago
Un racconto d'immaginazione nato lasciandosi guidare da delle suggestioni. Le onde del mare e l'esclusione di ogni suono umano sono il naturale paesaggio sonoro di questo scritto che è delicato e malinconico. Racconta di un viaggio compiuto in compagnia, di un naufragio, di una ricerca solitaria, di un mistero.
Mi risvegliai naufrago su un'
isola, ero solo, alle prime luci dell' alba.
Sentivo la sabbia soffice che mi
faceva da materasso e la tiepida acqua del mare che mi bagnava i piedi.
Intorno a me c'era solo il
mare, calmo e limpido, sul quale si riflettevano i colori dell' alba, e una
piccola foresta di alberi: da frutto, altri alberi dalle forme esotiche e piccoli arbusti.
Mi alzai con il calore del sole
che mi riscaldava la schiena.
Andai in esplorazione nella
foresta per cercare un riparo.Trovai una grotta e decisi che
quello sarebbe stato il mio rifugio.
Da quella grotta vedevo il mare,
molto più calmo rispetto a quello del giorno precedente.
Mentre ero lì pensavo a tutti i
miei compagni marinai, probabilmente morti a causa della burrasca della notte
scorsa.
Avevo fame, non mangiavo da tre
giorni, andai a cercare della frutta, e mentre ispezionavo l'isola in cerca di
cibo, sentii un profumo di noci di cocco che mi attiravano, ma non ebbi il
coraggio di mangiarle, nel rispetto dei miei compagni.
Tornai alla grotta ormai inondata
di luce.
Ero stremato, le gambe mi
tremavano e cominciai a vedere i miei compagni intorno a me che mi parlavano.
Caddi a terra sfinito e poi
ricordo solo il buio della notte.
Un alunno di II B
Un alunno di II B

Trovo questo testo molto toccante.
RispondiEliminaHai ragione veramente toccante
EliminaWow! Un vero capolavoro
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